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La CORTE


14
22
мая
19:00

CineTeatro Baretti
Via Giuseppe Baretti, 4 10125 Turin Italy
un film di Christian Vincent

Un film capolavoro, vincitore della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Fabrice Luchini e m Miglior sceneggiatura all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Si nota che tra Christian Vincent, regista e sceneggiatore de LA CORTE e il suo interprete principale Fabrice Luchini, attore straordinario in tutti ruoli che ha ricoperto, c'è stato un' antecedente rapporto professionale, in seguito al quale Vincent si è impegnato a ben preparare un film tanto inconsueto quanto adatto all'attore. L'uomo con l'ermellino è il maturo Xavier Racine, presidente della Corte d'Assise di Saint-Omer, piccolo centro al nord ovest della Francia, che si è guadagnato dall'abito (l'ermellino è simbolo di incorruttibilità) e dal contegno che tiene in Aula, dove non transige nemmeno sul linguaggio delle persone interrogate, il soprannome di giudice a “doppia cifra”, per la durezza delle condanne inflitte, mai inferiore a 10 anni.

Questa è la facciata professionale di un uomo altrimenti pieno di insicurezze nelle sue scelte personali, con un matrimonio fallito e tutt'altro che felice e determinato nel privato. Lo vediamo nell'incipit, afflitto da una fastidiosa influenza che lo induce a ricorrere al medico, prima di tornare nell' albergo in cui vive momentaneamente, per controllare il fascicolo del processo del giorno seguente. Ancora stropicciato e malvestito, con una vistosa sciarpa rossa per distrarre l'attenzione dal resto, quando si reca al tribunale , dopo la vestizione con la toga rossa bordata d'ermellino egli ritrova una inaspettata vitalità e vivacità di sguardo nell'osservare gli astanti, tra i quali l'imputato,un giovane disoccupato, accusato di aver ucciso la figlioletta di pochi mesi a calci, gli avvocati e tutti i membri della giuria, estratti a sorte, tra i quali riconosce un'anestesista danese della quale, anni prima, si era invaghito al risveglio dal coma dovuto a un incidente, vedendo il bellissimo volto chino su di lui e sentendo la carezza speciale della sua mano.

Da questo momento, la narrazione da pura descrizione di ciò che avviene in un tribunale, con interrogatori seguiti da risposte talora vaghe e contraddittorie degli accusati, dei sospetti e dei testimoni e discussioni tra i giurati in camera di consiglio, si arricchisce di una componente romantica. Xavier trova il modo di dialogare con Ditte, Birgit Lorensen–Coteret (Sidse Babett Knudsen) mostrando con una certa timidezza di non averla mai dimenticata, nonostante la sua ritrosia ad accettare un invito e a rispondere ad una lettera in cui egli le dichiarava di sentire la sua mancanza: indimenticabile la mimica dell'attore che, alla risposta di lei a cosa sarebbe servito? controbatte testualmente avresti potuto almeno scrivermi che anch'io un po' ti mancavo, con un mezzo sorriso impacciato e furbo insieme per l'immediato smorzarsi, quasi a prendersi in giro.

Dopo un paio di incontri in una piccola tavola calda, durante i quali nella rievocazione di alcuni ricordi sulle parole hanno la meglio gli sguardi che si incrociano tra i due, sempre più pieni di mute promesse e speranze.... il presidente la prega di tornare a fine processo e verdetto emesso, per confortarlo con la sua presenza durante il prossimo, ma non più come giurata….

Film che coniuga la descrizione di un processo con la narrazione del ritrovameno di un amore da chi non l'aveva dimenticato e non era più entusiasta della vita. Eleganza, finezza, humor dello script di Vincent sono esaltati da un Fabrice Luchini in gran forma. Bellissima e solare la Ditte della Knudsen.

Ingresso: intero 5€ - Ridotto 4 € - Aiace 3,50€

Trailer e info:
http://www.cineteatrobaretti.it/cinema/index.htm